Minimalia
Ikea, oasi nel deserto?
Come cogliere le opportunità derivanti da questo attrattore di masse
Lunedì, 8 Marzo 2010
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Di mattina presto il paesaggio urbano intorno all’Ikea di Baronissi è lunare. I parcheggi sono deserti, gli automobilisti ancora non capiscono perché per imboccare l’autostrada verso Salerno occorra praticare il perimetro del megastore. Ma non importa. E’ un’esperienza utile ad interrogarsi sulle dinamiche della globalizzazione. Ma perché proprio qui? Scherzi di un mercato del consumo senza frontiere. Che fare per cogliere le opportunità derivanti da un attrattore così potente? Come capitalizzare a vantaggio delle comunità locali la presenza di questo colosso? Come attivare un circuito virtuoso che non lo releghi a gigante solitario nel deserto di idee per valorizzare il “brand” Baronissi e, in generale, Valle dell’Irno? Che cosa può esserci oltre la legittima protesta per la viabilità? Insomma, perché non pensare in positivo? In tantissime parti del mondo dove il fenomeno è diffuso hanno studiato il target dei clienti medi dell’attrattore ed hanno costruito un’offerta complementare. |
Se nei dintorni ci sono “occasioni” di intrattenimento o addirittura altri attrattori di consumo, l’occasione è propizia per “farsi un giretto”. Occasioni di consumo commerciale certamente; ma anche culturale in senso più ampio. E’ così difficile immaginare di “inglobare” Ikea in un contesto di percorsi a tema? Un grande centro commerciale naturale che valichi i confini dei Comuni più vicini, per esempio. Ma anche itinerari eno-gastronomici fino ai sentieri che svelano giacimenti ambientali e naturali. Per non parlare dei parchi dedicati allo svago e al divertimento per i più piccoli, considerato che il target dell’Ikea comprende i nuclei familiari. Insomma: Baronissi e la Valle dell’Irno devono studiare cosa offrire ai tantissimi visitatori che vanno a rendere omaggio a Ikea. E’ questa la vera sfida capace di mandare in archivio sterili campanilismi che ingessano le comunità, danneggiandole. A volte chi per primo crede nell’invisibile ha vinto la partita. Come Ikea, tanti anni fa. |